Trauma psicologico e Lavoro con le Parti del Sè

La frammentazione del Sè che blocca la guarigione:
il Lavoro con le Parti in Psicoterapia

Ti è mai capitato di dover prendere una decisione importante e sentire una voce interiore che diceva con entusiasmo: “Sì, fallo!”, mentre un’altra, nello stesso istante, sussurrava terrorizzata: “No, fermati, è troppo pericoloso”? O forse ti è successo di reagire a un piccolo imprevisto con uno scatto di rabbia o un pianto così dirompenti da farti chiedere, un minuto dopo: “Ma chi ero mentre reagivo così?”.

Se ti sei riconosciuto in queste situazioni, non preoccuparti: non significa che tu sia “sdoppiato”, ma che la nostra mente è costituita da diverse Parti del Sé, per cui ognuno di noi è una complessa e affascinante “moltitudine”.
In questo articolo, capiremo come il Lavoro con le Parti inserita all’interno di un percorso di psicoterapia EMDR ci aiuti a far dialogare queste parti per passare da un costante conflitto interiore a una vita psichica più integrata e consapevole. Scopriamo insieme cosa significa in psicoterapia il Lavoro con le Parti del Sè.

La nostra architettura psichica è intrinsecamente plurale: tutti noi siamo fatti di molteplici Parti dentro di noi.
A volte però capita che queste parti siano scollegate tra loro e operino in modo compartimentato: il Sè è frammentato e ciò produce forte disagio nella persona.
L’obiettivo della terapia è individuare le diverse Parti che abitano il tuo mondo interiore e metterle in comunicazione tra loro, facendo sì che possano iniziare a collaborare e muoversi tutte in una stessa direzione coerente.
Immagina la tua mente come un’orchestra: dentro di te ci sono molti strumenti diversi. Se però questi strumenti suonano ognuno per conto proprio, creano in te dissonanza. La terapia è il lavoro di direzione d’orchestra: serve a far sì che ogni parte venga ascoltata e valorizzata, affinché gli strumenti inizino a suonare in armonia, seguendo tutti lo stesso spartito.

Vediamo insieme chi sono i tre protagonisti del tuo mondo interiore e come ce ne prendiamo cura in terapia.


I tre protagonisti del tuo mondo interiore

Nel teatro della tua mente si muovono principalmente tre tipi di personaggi, e su ognuno di essi facciamo un lavoro terapeutico diverso:


1. LA PARTE ADULTA (IL DIRETTORE D’ORCHESTRA)

La Parte Adulta è come un regista, o un direttore d’orchestra. La Parte Adulta è la parte che svolge le normali attività della tua vita quotidiana e ha deciso di chiedere aiuto andando in psicoterapia. Detto in altre parole, è quella che ha il tuo nome e cognome scritti sulla copertina della cartella clinica. È la parte del Sé saggia, riflessiva, resiliente e capace di gestire le normali attività della vita quotidiana e di affrontare le difficoltà. È quella Parte in grado di provare compassione, benevolenza ed empatia nei confronti di te stesso.

Come ci lavoriamo:
La Parte Adulta è una fondamentale risorsa che va stabilizzata e potenziata. In terapia ti invito ad osservare con curiosità che aspetto ha, qual è il suo messaggio, quali emozioni e sensazioni positive evoca nel tuo corpo. Ti guido nel prendere contatto con questo Sé saggio e rassicurante, attraverso cui potrai affrontare efficacemente le situazioni future.

Nota importante: È proprio il tuo Sé Adulto che, con il sostegno e la guida del terapeuta, condurrà la terapia. Non parliamo mai direttamente con le altre Parti scavalcando l’Adulto; mostriamo invece al Sé Adulto come comunicare ed entrare in relazione con loro. La Parte Adulta diventa così un direttore d’orchestra che osserva e coordina il funzionamento di tutte le altre Parti più antiche.


2. LA PARTE BAMBINA

La Parte Bambina è la Parte Ferita, che è rimasta ferma al tempo del trauma. Ha vissuto e sperimentato una situazione traumatica e trattiene tutto il dolore ad essa associato. Per questo, la Parte Bambina ha proprio la stessa età che tu avevi quando hai vissuto qualcosa di molto disturbante nell’infanzia. Essa continua a soffrire nel presente e ha un disperato bisogno di sentirsi finalmente vista, capita e accolta nel suo dolore. Nel cercare riconoscimento e rassicurazione, continua a manifestare in modo dirompente le sue forti emozioni negative (es: rabbia, paura, pianto…).

Come ci lavoriamo: Interveniamo direttamente sulla Parte Bambina attraverso la tua Parte Adulta. Il lavoro è volto alla comprensione empatica e alla legittimazione. Ci poniamo domande profonde: Cosa prova quella bambina? Perché è così arrabbiata o spaventata? Di cosa ha bisogno? Aiutiamo te a trasmettere alla parte ferita che ha perfettamente ragione a sentirsi così, usando l’Adulto di oggi per rassicurarla, abbracciarla gentilmente e dirle che ora non è più sola.

Possono esistere più Parti Bambine, ciascuna delle quali ha un’età diversa ed è ferma ad un diverso momento traumatico incontrato nel corso dello sviluppo. Si può dunque arrivare anche ad avere delle Parti Adolescenti Ferite.


3. LA PARTE PROTETTIVA

La Parte Protettiva si è formata nella tua infanzia per difenderti dalla situazione traumatica che stavi vivendo. In passato è stata dunque fondamentale per aiutarti a sopravvivere in circostanze molto difficili.
La Parte Protettiva continua ad entrare in campo anche in certe situazioni del presente, con un obiettivo ben preciso: continuare a proteggerti dal soffrire ancora come hai sofferto in passato.
Solitamente la Parte Protettiva cerca di proteggerti con delle strategie che nel passato traumatico erano davvero utili a sopravvivere, ma che al contrario nel presente si rivelano disfunzionali, poichè non tengono in considerazione il fatto che col passare del tempo le circostanze intorno a te sono cambiate. Per questa ragione, in terapia potresti inizialmente rimanere spiazzato e incredulo nell’apprendere che quella Parte di te che ti sembra così disfunzionale è in realtà una Parte che sta cercando di proteggerti, seppur con metodi “non al passo coi tempi”.
È come se non si fosse resa conto che ormai sei grande, che le circostanze intorno a te sono cambiate, che non ti trovi più nella stessa situazione di pericolo in cui ti trovavi quando eri piccolo e indifeso.
Questa Parte può attivarsi anche durante la terapia per impedirti di accedere alla tua Parte Ferita, nel timore che tu non riesca a gestire il dolore del ricordo traumatico. Per questo, in terapia spesso non è possibile avvicinarsi al Bambino Ferito senza aver prima ottenuto il permesso e la collaborazione della sua Parte Protettiva.

Come ci lavoriamo
: Cerchiamo di visualizzarla e prendere contatto con lei: quanti anni ha? Qual è la sua funzione? In quali momenti del passato è stata molto d’aiuto? Cosa sarebbe successo se non ci fosse stata? Invece di combatterla, la ringraziamo per essersi palesata e validiamo il suo importantissimo ruolo protettivo. La rassicuriamo sul fatto che oggi la situazione è diversa rispetto al passato e che tu ora sei al sicuro. Infine, le chiediamo di collaborare con noi nel portare avanti la terapia. Possiamo anche dirle che finalmente può rilassarsi un po’, lasciando che sia la Parte Adulta a gestire la maggior parte delle situazioni nel presente.

Focus: I vari tipi di Parti Protettive

Le Parti Protettive possono essere più di una. In terapia è molto utile identificarle e distinguere i diversi contesti in cui ciascuna tende a intervenire e prevalere. Ecco le forme più comuni di Parti protettive:

  • La Parte Critica: Tende a svalutarti e giudicarti con frasi come “non vai bene”, “fai schifo” o “non guarirai mai”. Ha imparato questo atteggiamento dalle vecchie figure di attaccamento: preferisce auto-criticarsi severamente piuttosto che subire l’imprevedibile critica esterna. In questo modo tenta di controllare la situazione.
  • La Parte del Controllo: Cerca di monitorare costantemente tutto il mondo interno ed esterno. Controllando ogni dettaglio, crede di poter prevenire ulteriori ferite e tenere lontano il dolore. (es: potrebbe agire tramite il controllo del cibo, come in alcuni disturbi alimentari).
  • La Parte Identificata con l’Aggressore: Esibisce modalità aggressive verso se stessa o verso gli altri, imitando una figura di riferimento del passato che era stata abusante con te (verbalmente, fisicamente o psicologicamente). Sviluppare atteggiamenti simili a quelli dell’aggressore è stato l’unico modo possibile per difendersi dalle sue violazioni.
  • La Parte che Anestetizza, Nega o Minimizza. Non permette tutt’ora di sentire certe sensazioni, emozioni o pensieri perché considerati intollerabili e troppo dolorosi. In terapia si manifesta ad esempio con frasi del tipo “non sento niente”, “non succede nulla” o “in fondo è normale, non è niente di grave”.
  • La Parte dai Comportamenti Disfunzionali: Tenta di proteggerti dal dolore emotivo dirottando l’attenzione su condotte d’evitamento (es: evitare relazioni stabili per paura di soffrire) o condotte compensatorie (es: dipendenze, autolesionismo).


Facciamo spazio alla tua totalità

La guarigione psicologica non consiste nell’eliminare alcune parti di noi, ma nel riconoscere l’importanza di tutte le Parti che abitano la tua psiche e nel metterle in relazione armoniosa tra loro. Significa fare pace con la propria storia, permettendo alla Parte Adulta coordinare e guidare le Parti Bambine e le Parti Protettive, camminando finalmente più unite nella stessa direzione.
Se leggendo questo articolo hai sentito una forte risonanza, se hai riconosciuto la tua “Parte Critica” sempre pronta a giudicarti, o se avverti che una Parte Bambina e ferita sta ancora gridando per avere attenzione, sappi che non devi gestire tutto questo per conto tuo: possiamo farlo insieme.
Riconoscersi in queste dinamiche è il primissimo passo verso la consapevolezza. Se desideri esplorare il tuo mondo interiore, comprendere le tue ferite e le tue difese e dare nuova forza alla tua Parte Adulta, puoi contattarmi per iniziare questo percorso di psicoterapia e lavorarci insieme. Trovi tutti i miei riferimenti nella sezione PRENDI UN APPUNTAMENTO del sito.