Perchè la terapia non funziona?

La psicoterapia non funziona? non è colpa tua:
scopri la potenza di un approccio che lavora anche sul tuo Sistema Nervoso.


“So perfettamente perché mi comporto così, conosco l’origine dei miei blocchi, eppure non riesco a cambiare. Sento ancora quell’ansia nel petto, quel vuoto allo stomaco, quel senso di minaccia costante.”

Se hai già affrontato un percorso di psicoterapia basato sulla parola e ti sei ritrovato in questa situazione, voglio dirti una cosa fondamentale: non c’è nulla di sbagliato in te, e il lavoro che hai fatto non è andato perduto. Semplicemente, per alcune tipologie di sofferenza – specialmente quelle legate a traumi o stress cronici – la comprensione razionale è un passo importantissimo, ma potrebbe non essere sufficiente. Il motivo? Manca un pezzo fondamentale del puzzle: il corpo.

Cosa vuol dire che il corpo è un pezzo di puzzle fondamentale da considerare in una psicoterapia?
Quando parliamo di corpo, ne parliamo in termini rigorosamente scientifici, e pensiamo soprattutto al funzionamento del tuo Sistema Nervoso.
Porre attenzione anche a quello che succede al tuo Sistema Nervoso può rappresentare una svolta importante nel tuo percorso di psicoterapia.

Quando le parole non bastano: l’illusione di potersi curare sempre e solo “usando la testa”

Le psicoterapie tradizionali basate sulla parola fanno un lavoro straordinario: ci aiutano a fare chiarezza, a dare un nome alle cose e a ristrutturare il nostri pensieri agendo sulla neocorteccia, la parte più evoluta del nostro cervello. Moltissime persone traggono un beneficio immenso da questo tipo di approccio.

Tuttavia, ci sono ferite emotive profonde, traumi o stati di ansia cronica che non parlano la lingua del pensiero logico e vengono memorizzati nel corpo. Quando viviamo un’esperienza traumatica, il nostro Sistema Nervoso si attiva per cercare di proteggerci nel migliore dei modi, ma rischia poi di rimanere bloccato in quello stato di emergenza anche quando il pericolo sarà ormai passato. Il nostro Sistema Nervoso ha infatti una straordinaria capacità di attivare in modo molto rapido le difese che occorrono per sopravvivere a una situazione traumatica, ma, una volta passato il pericolo, fa molta fatica a ritornare ad uno stato di quiete, come se non si fidasse che l’emergenza sia davvero passata. Se in psicoterapia quello stato corporeo difensivo non viene attenzionato e riprocessato, rimane impresso nei visceri, nella postura, nel respiro: la persona continua a sperimentare uno stato fisico difensivo come se si trovasse ancora in una situazione di pericolo.
In questi casi, se la terapia si limita alle parole, è come cercare di aggiornare il software di un computer quando il problema è un guasto hardware: anche se razionalmente hai capito tutto e hai ristrutturato i tuoi pensieri, il tuo corpo continuerà a inviarti segnali di pericolo.

La Teoria Polivagale: ritrovare il senso di sicurezza

Per comprendere perché l’integrazione corporea sia così preziosa, ci viene in aiuto la Teoria Polivagale di Stephen Porges. Questa teoria ci spiega che il nostro Sistema Nervoso Autonomo, attraverso la cosiddetta “neurocezione“, scansiona costantemente l’ambiente alla ricerca di segnali di sicurezza o di pericolo.
Quando vengono captati segnali di sicurezza, il corpo sente di potersi rilassare e dedicare alle normali attività quotidiane; quando vengono invece captati segnali di presunto pericolo, il corpo entra in uno stato di sopravvivenza.

Quando il corpo è bloccato in uno stato di sopravvivenza (in modalità Simpatica di attacco/fuga o in modalità Dorso-Vagale di spegnimento), la nostra parte razionale fa fatica a lavorare.
È difficile assimilare nuovi schemi di pensiero quando il corpo è convinto di dover ancora fronteggiare una minaccia.

Ecco perché in psicoterapia affiancare un approccio bottom-up (che parte dal corpo per arrivare alla mente) diventa fondamentale: aiutando il Sistema Nervoso Autonomo a ritrovare uno stato Ventro-Vagale di sicurezza, creiamo il terreno fertile affinché anche il lavoro verbale e cognitivo possa finalmente attecchire e trasformarsi in cambiamento reale.

Il metodo EMDR: un lavoro radicato nel corpo per l’elaborazione del trauma

È proprio in questa ottica di integrazione tra mente e corpo che si collocano gli approcci neurobiologici come il metodo EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
L’EMDR non sostituisce la relazione o il dialogo terapeutico, ma li potenzia. Attraverso la stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari guidati), l’EMDR permette di riattivare il naturale sistema di guarigione del sistema nervoso, andando a riprendere quei ricordi traumatici che sono rimasti incastrati nel corpo sotto forma di sensazioni fisiche disturbanti, tensioni o attivazioni emotive intense. Durante una seduta di EMDR non si cambia solo il pensiero legato a un ricordo, ma si sperimenta un profondo, reale e immediato sollievo fisico. Il corpo smette di reagire al passato e si rende conto, finalmente, che il pericolo è finito.
In questo processo di rielaborazione, l’informazione relativa al trauma verrà poco a poco tradotta:
– dal linguaggio del sistema limbico (area cerebrale primitiva) al linguaggio della neocorteccia (l’area cerebrale più evoluta)
– dal linguaggio dell’emisfero cerebrale destro (che immagazzina il trauma in termini di immagini, emozioni e sensazioni corporee) al linguaggio dell’emisfero cerebrale sinistro (che organizza l’esperienza in modo logico, verbale e cronologico).

Un approccio intero per una guarigione intera

Se hai fatto una terapia basata sulle parole e senti di aver ottenuto solo miglioramenti parziali, non significa che la terapia non abbia funzionato in assoluto, ma che forse è arrivato il momento di fare un passo in più, andando a lavorare anche sul funzionamento del tuo Sistema Nervoso. La parola è uno strumento potentissimo, ma a volte diventa trasformativa solo quando si unisce alla comprensione e alla trasformazione dei segnali corporei.

Nel mio studio considero il lavoro terapeutico come un ponte tra ciò che la mente comprende e ciò che il corpo vive. Se senti che la tua razionalità ha fatto la sua parte, ma il tuo corpo è ancora bloccato in una vecchia storia, esplorare un approccio integrato può essere la chiave per ritrovare una serenità completa.

Ti aspetto: PRENDI UN APPUNTAMENTO

Se vuoi saperne di più, vedi anche:
Metodo EMDR
Elaborazione del Trauma
Trauma Psicologico e Lavoro con le Parti del Sè