Religiosità e pregiudizio

Quando la fede paradossalmente favorisce la discriminazione

Nel 1967, Allport e Ross hanno messo in evidenza un paradosso riguardante la relazione tra religiosità e pregiudizio: a prima vista si potrebbe ipotizzare che le persone religiose siano propense a provare empatia e compassione verso gli altri, e quindi ad avere meno pregiudizi, ma, d’altro canto, molte ricerche dimostrano che alti livelli di religiosità corrispondono ad alti livelli di intolleranza e autoritarismo, e, quindi, pregiudizio.

Infatti da un lato ogni religione insegna l’uguaglianza e l’amore per il prossimo, ma, dall’altro, rappresenta un ingroup con una visione culturale del mondo che deve essere difesa dalle minacce esterne.

Allport e Ross, per primi, hanno cercato di spiegare tale paradosso, sottolineando come una stessa religione possa essere vissuta in modi radicalmente diversi. Precisamente, gli autori hanno identificato due orientamenti religiosi diversi: l’orientamento religioso intrinseco e quello estrinseco.

L’orientamento intrinseco enfatizza la dimensione interiore della religione e la considera fine a se stessa.
In questo caso, il credente interiorizza i valori religiosi, sente intimamente la propria fede.

Al contrario, l’orientamento estrinseco enfatizza la dimensione esteriore della religione e la considera come un mezzo per raggiungere determinati fini. Dunque questo approccio sottolinea l’aspetto utilitaristico, strumentale della religione: la religione viene usata come fonte di salvezza, è un mezzo per ottenere vantaggi a livello personale (es: vincere la lotteria, trovare l’amore, avere successo nel lavoro ecc…) o a livello sociale (es: far parte di una comunità, dare un’immagine positiva di sé all’interno della società, poter partecipare alle attività della parrocchia ecc…).

È importante sottolineare che questi due orientamenti non devono essere intesi come gli estremi di uno stesso continuum, ma come due continuum diversi in rapporto ortogonale, che, incrociandosi, danno luogo a quattro diverse situazioni: alto orientamento estrinseco e basso orientamento intrinseco, basso orientamento estrinseco e alto orientamento intrinseco, alto orientamento estrinseco e alto orientamento intrinseco, basso orientamento estrinseco e basso orientamento intrinseco.
Dunque esistono persone religiose che sono estrinseche ed intrinseche al tempo stesso, oppure prevalentemente intrinseche, oppure prevalentemente estrinseche.

Allport e Ross hanno ipotizzato che le persone con orientamento religioso intrinseco sono più tolleranti, mentre le persone con orientamento religioso estrinseco sono più propense al pregiudizio.

Nonostante questa ipotesi appaia plausibile, non è confermata dal punto di vista empirico.
Attraverso una rassegna di studi, Batson ha dimostrato che l’orientamento estrinseco è associato ad un incremento del pregiudizio, mentre l’orientamento intrinseco non ha un legame chiaro col pregiudizio: talvolta è associato ad un incremento del pregiudizio, talvolta ad una diminuzione del pregiudizio, e talvolta non ha alcun legame significativo con esso.

Per cercare di fare chiarezza sulla relazione tra religione e pregiudizio, nel 1993 Batson ha proposto un terzo orientamento religioso: l’orientamento quest.

Le persone con orientamento quest intendono la religione come un percorso spirituale di ricerca interiore, e, quindi, non si accontentano di verità date per assolute, ma tendono a porsi continue domande circa gli insegnamenti religiosi e il significato della vita.

L’orientamento quest si contrappone ad un ulteriore orientamento, denominato fondamentalismo religioso, per cui il fedele accetta acriticamente i dogmi imposti dalla propria religione, considerandoli verità assolute e indiscutibili.

Batson ha ipotizzato che l’orientamento quest è associato ad una riduzione del pregiudizio.

Ma nemmeno la proposta di Batson riesce a risolvere il paradosso tra religiosità e pregiudizio.
Infatti le persone con orientamento quest generalmente non sono del tutto integrate nelle istituzioni religiose e, quindi, non possono essere considerate un prototipo di persone religiose aperte verso il prossimo. Parallelamente, esistono persone che, pur avendo un orientamento quest, pur avendo una grande spiritualità, non sono religiose.

Nel 2005 Hunsberger e Jackson hanno pubblicato una rassegna teorica che prende in considerazione tutti gli studi condotti tra il 1990 e il 2003 sulla relazione tra religione e pregiudizio, e, precisamente, che abbiano indagato almeno uno dei quattro orientamenti religiosi e almeno una tipologia di pregiudizio.
Dunque la rassegna teorica mette in relazione i quattro diversi orientamenti religiosi con il pregiudizio verso diversi gruppi target: in questo modo, gli autori hanno potuto analizzare gli effetti dei quattro orientamenti religiosi sul pregiudizio verso specifici gruppi target.

I risultati dello studio consentono di formulare un quadro più convincente della relazione tra religione e pregiudizio:

– L’orientamento estrinseco e, soprattutto, il fondamentalismo religioso, sono associati ad un aumento del pregiudizio.

– L’orientamento quest può essere associato ad una riduzione del pregiudizio.

– L’orientamento intrinseco è associato al pregiudizio in modo diverso a seconda che il pregiudizio verso uno specifico gruppo sia consentito o meno dalla propria religione. Se la religione consente o incoraggia il pregiudizio, allora l’orientamento intrinseco aumenta il pregiudizio. Al contrario, se la religione proibisce il pregiudizio, l’orientamento intrinseco riduce il pregiudizio. Ad esempio, nella religione cattolica l’orientamento intrinseco aumenta il pregiudizio verso l’omosessualità, ma lo riduce verso le minoranze etniche: questo perché la religione cattolica condanna esplicitamente i comportamenti omosessuali, che intaccano il valore della famiglia e della procreazione, ma incoraggia il sostegno delle minoranze etniche vittime di discriminazione.